Secondo i dati del censimento 2010, la popolazione degli Stati Uniti ammonta a poco più di 308 milioni e mezzo di persone. Tutti e cinquanta gli Stati hanno aumentato, chi più chi meno, la popolazione eccezion fatta per il Michigan, che invece rispetto al 2000 (anno del precedente censimento) risulta aver perso abitanti, grazie sopratutto all’effetto Detroit: la Motor City si è letteralmente spopolata, a causa della crisi dei colossi automobilistici e dell’aumento di disoccupazione e criminalità (la città è sempre presente ormai da anni nei primi cinque posti della classifica della criminalità negli USA).
La minoranza cresciuta maggiormente è quella latino-ispanica, che rappresenta attualmente il 16,3% della popolazione, e in dieci anni è aumentata del 40%.Tuttavia la stragrande maggioranza delle contee ha ancora la popolazione bianca come gruppo etnico principale. Sono California, Texas e Nuovo Messico gli Stati con più ampia presenza di popolazione ispanica (i primi due 38%, il terzo 46%): in alcune contee di questi Stati questo è diventato il gruppo etnico maggiormente presente. Solo nel Nuovo Messico, però, la popolazione ispanica è sparsa nell’intero territorio, mentre in California e Texas si concentra verso sud al confine con il Messico. Fuori da questi Stati quella ispanica rimane comunque una “minoranza”, eccezion fatta per un paio di contee negli Stati di Washington e nel Colorado, per tre contee in Florida e Kansas, per una nel New Jersey e per la zona del Bronx a New York.
Anche il grosso della popolazione “black” è piuttosto concentrato in alcune aree ben definite. Sono poche le contee dove il gruppo afroamericano costituisce il principale gruppo etnico, e la maggior parte di esse si trovano negli Stati del Sud: Arkansas, Tennessee, Mississippi, Alabama, Louisiana, South Carolina, Georgia, North Carolina e Virginia. Fuori da questa area geografica, le contee a maggioranza nera sono quella della città di St. Louis nel Missouri (la città più violenta d’America secondo i dati di quest’anno), quella di Baltimora (Maryland), di Philadelphia (Pennsylvania), di Washington DC e di Newark (NJ). Volendo fare un parallelo con i dati della criminalità, davvero tante fra queste aree sono presenti nella lista delle 30 città più pericolose degli States. Questo almeno dicono i numeri, lascio ad altri eventuali analisi sociologiche che respingano o confermino questo collegamento.
Per quanto riguarda gli asiatici, raramente superano il 10% della popolazione; fanno eccezione la contea di San Francisco (dove sono il 33%) e quella di Santa Clara (32%), entrambe in California, le isole Aleutine dell’Est (Alaska, il 35%), e l’isola di Honolulu (Hawaii, il 43%).
Infine i nativi americani: è in alcuni Stati del Nord (Alaska, Montana, North e South Dakota) e in alcuni del West (Utah e Arizona) che sono presenti la maggior parte delle contee che vedono quello indiano come gruppo etnico principale. Al di fuori di questi Stati, la loro presenza è scarsa eccezion fatta per la contea di Robeson (NC), per quella di Thurston (Nebraska), e per quella di Menominee (Wisconsin).
I gruppi etnici maggioritarari nelle varie contee: in verde i bianchi, in blu i neri, in viola i nativi, in arancione i latino-ispanici





L'ALTRA ROSSA
/ marzo 27, 2011“Sono poche le contee dove il gruppo afroamericano costituisce il principale gruppo etnico, e la maggior parte di esse si trovano negli Stati del Sud: Arkansas, Tennessee, Mississippi, Alabama, Louisiana, South Carolina, Georgia, North Carolina e Virginia.”
Tutti territori della C.D Tornado Alley.
Nick Belane
/ marzo 27, 2011Non so c’è una correlazione stretta, ma effettivamente una certa corrispondenza c’è
Cabiria
/ marzo 29, 2011Anche in Italia cresce la popolazione, specie negli ultimi giorni. Non per un forte incremento di natalità improvvisa, ma per l’ondata di emigranti arabi che voglio trovare l’Eldorado in Italia. Trattasi del fior friore della società arabo-musulmana, composta al 99,99% di soggetti maschi di ogni età. e femmine: madri, sorelle, mogli e figlie, le hanno chiuse a chiave nelle case che hanno lasciato ai paesi di origini. Possianmo essere contenti che anche da noi cresce la popolazione, per la gioia dei nostri governanti che accettano e invogliano entusiasti l’arrivo di tutti i maschi africani.
Cabiria
/ marzo 29, 2011Chiedo scusa per i vari errori di battitura e di svista ricorrenti nel mio commento e ringrazio per l’ospitalità. Complimenti per il blog italo-americano. O viceversa? Spero che almeno tu sia italiano! Ciao, va bene?
Nick Belane
/ marzo 29, 2011Ciao Cabiria,
non c’è bisogno di scusarsi per gli errori di battitura, ci mancherebbe: l’importante è che sia sempre chiaro il concetto, la forma viene dopo. Sì, io sono italiano, come anche chi mi ha preceduto nella gestione del blog, anche se lui è più legato (anche fisicamente) all’Irlanda che all’Italia, e quindi si sente (e probabilmente lo è) più irlandese che italiano. Entrambi abbiamo comunque un’enorme passione per il Nord America, e il blog è il frutto di quella passione.
Per il resto, sto seguendo anche io il preoccupante “aumento di popolazione” come lo chiami te, ben sapendo che i governi italiani (tutti, nessuno escluso) non sono mai stati in grado di porre una politica sull’immigrazione che fosse credibile. Il Ministro Maroni (di cui chi scrive non ha mai avuto stima) chiama “sbarchi biblici” barconi con un centinaio di immigrati che arrivano alla spicciolata. Io ero a Bari nel 1991 (ero un bambino all’epoca), quando più di 20mila albanesi arrivarono nello stesso istante. Auguro al Ministro Maroni di non trovarsi di fronte a numeri simili, perché credo che se la farebbe nelle mutande.
Ai governanti non gliene frega niente di chi viene e chi va. Loro hanno la scorta armata, e vivono in ville blindate. Sono i poveracci che vivono nelle zone periferiche urbane (come me) che devono far conti ogni giorno con tutto quello che questa immigrazione di africani concerne circa l’ordine pubblico.
Saluti